Talents / News / A.I. Artisanal Intelligence ad Altaroma. Tema 2018: Re-Action
Alberto Calabrese July 6, 2018 6:30 AM

Re-Action è il titolo dell’ultima edizione di A.I. Artisanal Intelligence, progetto a cura di Clara Tosi Pamphili e Alessio de’ Navasques che si è tenuto durante Altaroma 2018. L’idea di un campo base rappresenta il fulcro di Re-Action, quale centro sperimentale dove poter indagare e raggiungere empiricamente soluzioni pratiche che possano effettivamente correlare la ricerca artigianale e l’abbigliamento sportivo. Sembrerebbe trattarsi dei due ambiti più lontani e irraggiungibili, ma è proprio in questo che consiste la sfida.

Lo scouting di A.I. è stato infatti rivolto a tutti quei designer in grado di comprendere l’importanza della tecnologia e dell’innovazione nell’ambito della moda, prive di qualsiasi demonizzazione e snobismo, che spesso tendono a dipingerle come antitetiche rispetto all’artigianalità. Questa contrapposizione è un miope stereotipo che Artisanal Intelligence ha voluto superare con decisione, dimostrando come artigianato e sviluppo tecnologico possano essere perfettamente raccordati in un armonioso e vincente risultato. Ma non basta. Non si tratta infatti solo di superare preconcetti inutili, quanto piuttosto di arrivare a comprendere la contemporaneità che tende ormai quasi a sovrapporsi al futuro, vista la velocità alla quale sta viaggiando. Essere accecati dall’anacronismo, significherebbe essenzialmente, venirne totalmente inghiottiti. Ecco la Re-Action.

  • Ne sono un chiaro esempio le donne Masai di ALAMA, che vivono ai piedi del Kilimangiaro e realizzano gioielli combinando elementi naturali a plastica riciclata e materiali trovati nei mercati della Tanzania.

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  • Così come M140 che ripropone tradizionali pigiami dell’abbigliamento maschile, riletti in una chiave sportswear attraverso l’uso di materiali tecnici e toni sgargianti che li rendono futuribili.
  • Vitelli che produce tradizionalmente maglieria artigianale, la rinnova per Re-Action, proponendo una serie di capi e completi di maglia a coste con effetto color-block.
  • Nicola Spinelli della NABA di Milano e Valentina Ortiz del Polimoda di Firenze interpretano la sportività dei materiali in chiave psico-sociologica: il primo lo fa attraverso silhouette esagerate che servono da protezione per le ossessioni che ci affliggono con un senso di oppressione; mentre la seconda adopera lo slogan “I’m not your dream girl but only my own” per accettare la tristezza femminile ed esortare, allo stesso tempo, a uscire dalla propria anti-socialità.
  • Binghua Mao applica più pedissequamente il concetto di utilizzo dei materiali sportivi, trasformando gli strumenti della pesca in capi di abbigliamento e fondendoli così con le tecniche artigianali necessarie alla loro realizzazione.
  • Aigerim Kairat dell’Istituto Marangoni di Milano parte dalle uniformi, ricordando il padre che in guerra si lanciava con il paracadute e le rielabora utilizzando questo ricordo come metafora di libertà.
  • Allo stesso modo GR10K reinterpreta l’estetica del workwear e delle divise accentuandone la natura sostenibile.

Questi sono i nomi di tutti i designer partecipanti: GR10K, ALAMA, M140, Aigerim Kairat, Vitelli, Nicola Spinelli, Giorgia Andreazza, Valentina Ortiz, Binghua Mao, Alessia Panza e Giorgia Pizzella, EXUVIA di Erica Curci e Chiara Cola.

moda primavera-estate 2019

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